Origini dell' Etnologia

Storia dell' Etnologia

L'interesse per gli altri popoli è molto antico, si può trovare una documentazione in Egitto e nell'antica Cina; così come in tante opere di scrittori latini e greci.

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Con il passare del tempo i racconti sui costumi dei popoli stranieri aumentarono anche se erano trattati con il punto di vista culturale e politico di quei tempi.

Marco Polo ad esempio fu il primo a parlare dei popoli asiatici, poco attendibili furono invece le informazioni sull'America precolombiana fornite dai cronisti al seguito dei Conquistadores.

A partire dal XVIII secolo, i contatti diretti con i popoli allo stato naturale, suscitarono l'interesse di scrittori che contrapposero la "corrotta" società europea a quella dei "buoni selvaggi".

In questo periodo apparirono i termini di: etnografia, ed etnologia e vennero fondate le prime società etnologiche a Parigi nel 1839 e a Londra nel 1843, formando così metodi di studio per conoscere le società definite "esotiche".

Il primo fondatore dell'etnologia, fu P. Broca che nel 1859 creò le basi dell'antropologia definendo l'etnologia la "scienza di sintesi".

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Alla fine del XIX sec., vennero fatte importanti ricerche sulla geografia umana condotte da Ratzel, e dove suscitarono molte critiche contro il determinismo di tale impostazione.

La scuola storico culturale sosteneva infatti che i prodotti culturali erano determinati da fattori precisi, di tipo politico-economici e che erano indipendenti dall'evoluzione sociale del gruppo, ma trasmettibili in base alle vicende storiche dei diversi popoli.

L'interesse di queste ricerche coinvolse anche importanti psicanalisti dell'epoca come Freud e Jung, che si occuparono di etnologia al fine di trovare degli elementi validi per le loro ipotesi.

Anche in Francia, Durkheim affrontò la ricerca etnologica con l'occhio della sociologia; ogni manifestazione di tipo culturale e materiale era considerata con delle strutture sociali eleborate per permettere in tal caso l'inserimento dei singoli nella comunità e per permettere un equilibrio complessivo del gruppo.